Istruzione e Ricerca.

ASI - Agenzia Spaziale Italiana

ASI - Agenzia Spaziale Italiana

Via del Politecnico snc

Roma

(Roma)

Tel. +39 06 85671

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Nata nel maggio del 1988 l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha da sempre avuto il compito di coordinare e gestire i finanziamenti legati a tutte le attività spaziali sia a livello di programmi nazionali sia per le collaborazioni internazionali. Sottoposta al COMINT (Comitato Interministeriale), che riporta direttamente alla Presidenza del Consiglio, l’ASI è oggi tra le prime sei agenzie spaziali del mondo e in seno all’Agenzia Spaziale Europea (ESA) l’Italia è il terzo paese contributore dopo Francia e Germania. Forte anche di una grande capacità diplomatica, l’ASI vanta collaborazioni con tutte le principali agenzie spaziali: prima fra tutte le NASA per la realizzazione in Italia, tra le altre cose, di oltre il 40% della parte abitativa occidentale della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Questo ha permesso all’Italia di avere così un duplice passaggio sulla ISS; attraverso gli accordi diretti con la NASA e come terzo Paese in ambito ESA. Grazie a questi rapporti di collaborazione l’ASI attraverso le industrie italiane ha oggi strumenti scientifici sui satelliti che hanno esplorato tutti i pianeti del Sistema Solare oltre alle comete. Uno dei programmi più affascinanti nel quale l’Italia ricopre un ruolo di primo piano è quello della Stazione Spaziale Internazionale, dove operano e lavorano di frequente i nostri astronauti. Grazie all'attività dell'ASI, la comunità scientifica italiana ha ottenuto negli ultimi decenni successi senza precedenti nel campo dell'astrofisica e della cosmologia, contribuendo tra l'altro a ricostruire i primi istanti di vita dell'Universo, compiendo passi fondamentali verso la comprensione del fenomeno dei Gamma ray bursts e delle misteriose sorgenti di raggi Gamma. Dallo spazio si può anche osservare la Terra per prevedere e prevenire - ad esempio - disastri ambientali, assicurare rapidi interventi nelle aree di crisi, misurare gli effetti del cambiamento climatico. Anche in questi campi l'Italia è all'avanguardia con sistemi come COSMO-SkyMed, fiore all'occhiello dei programmi ASI rivolti alla conoscenza del nostro pianeta. L'Italia, attraverso l'ASI e l'industria italiana, continua anche una tradizione di ricerca nella propulsione spaziale, in particolare come leader del programma europeo VEGA, il piccolo lanciatore di progettazione italiana. Oggi però lo spazio non è solo più uno straordinario settore della ricerca. È anche un'importante opportunità economica. Il mercato delle telecomunicazioni e della navigazione satellitare, solo per citare un campo applicativo, è in continua espansione e l'ASI, con la sua esperienza nella costruzione messa in orbita di satelliti, opera perché l'Italia sia pronta a coglierne le occasioni.
Oltre al suo quartier generale situato a Roma nella zona universitaria di Tor Vergata dove lavorano circa 260 persone l’ASI ha altre due sedi. La prima è il centro di Geodesia Spaziale (CGS) di Matera dedicato al prof. Giuseppe ("Bepi") Colombo e rappresenta una delle principali strutture di ricerca e trasferimento tecnologico nel Mezzogiorno. Dedicato principalmente alla geodesia spaziale, al telerilevamento e alla trasmissione quantistica, il CGS sta ultimamente rivolgendosi anche ad altri campi, primi fra tutti la robotica spaziale e le missioni interplanetarie, tutte attività svolte in un contesto di collaborazione internazionale. La seconda sede è il Centro Spaziale "Luigi Broglio" che si trova a Malindi in Kenya, Gestita fin dagli anni '60 dall’Università di Roma "La Sapienza" attraverso il Centro Ricerche Progetto San Marco (CRSPM), rappresenta per la sua localizzazione equatoriale sulla costa dell'Oceano Indiano un sito ideale sia per attività di lancio che di controllo di satelliti da terra. Il centro è composto da due segmenti: il segmento marino, rappresentato da 3 piattaforme oceaniche adibite a lanci di piccoli vettori, ed il segmento terrestre, rappresentato dal centro di ricezione dati. Il Centro si estende su un’area di circa 3,5 ettari sulla costa dell'Oceano Indiano a circa 32 km da Malindi ed è raggiungibile dalla litoranea del Kenya. La presenza del Centro in Kenya, che risale al 1966, è attualmente regolata da un accordo intergovernativo che prevede la possibilità di effettuare attività di lancio, di acquisizione dati da satelliti, di telerilevamento e di formazione sia in loco che in Italia.

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